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Un modello standardizzato per comunicare le caratteristiche Esg dei fondi

Migliorerà la comunicazione tra fabbriche prodotto e collocatori e la profilatura dei clienti dovrà comprendere anche le preferenze in tema di investimenti sostenibili
Migliorerà la comunicazione tra fabbriche prodotto e collocatori e la profilatura dei clienti dovrà comprendere anche le preferenze in tema di investimenti sostenibili

Novità in arrivo per il mondo del risparmio gestito in tema di investimenti sostenibili.Sta per essere pubblicata la versione definitiva dell’ Eet , l’ European Esg Template , sviluppato da FinDatEx , il gruppo di lavoro formato da rappresentanti del settore europeo dei servizi finanziari (banche, assicurazioni, società di gestione e collocatori). L’ Eet è un modello standardizzato utilizzato per la comunicazione tra le “fabbriche prodotto” e i distributori di prodotti finanziari dei dati relativi ai criteri Esg adoperati, rispettando le definizioni previste dalle normative che regolamentano gli investimenti sostenibili , come la Sfdr e la tassonomia , e dai regolamenti Mifid II e Idd (prodotti assicurativi) e dovrebbe divenire operativo in estate. “E’ un formato che contiene una grande quantità di dati, sono oltre 600 campi che dovranno essere compilati, allo stato attuale i prodotti che fanno riferimento all’ articolo sei della Sfdr e tutti gli altri “non sostenibili” non dovranno compilare tutti i campi, mentre invece i prodotti articolo 8 e articolo 9 dovranno essere molto, molto precisi, in modo tale che non si possa in alcun modo fare il cosiddetto greenwashing . Se lo si fa, si inizia a rischiare grosso”, spiega Gianni Costan , amministratore delegato di Fida , gruppo specializzato in applicazioni software per il wealth management che si proporrà agli asset manager sia per aiutarli a costruire e compilare questo file, sia raccogliere i dati per poterli distribuire. Quanto ai contenuti del template i prodotti di investimento dovranno specificare, tra gli altri, i criteri di selezione dei titoli e anche le percentuali di investimento in settori particolari , quelli che vengono definiti adverse perché possono generare un impatto negativo nei confronti della sostenibilità. “Chiaramente bisognerà poi portare al cliente finale, cioè all’ investitore, questa informazione e rendergliela disponibile. Ecco perché c’ è formato standard. Insomma, semplificherà le comunicazioni”, commenta Costan. In parallelo all’ introduzione dell’ Eet saranno apportati cambiamenti ai regolamenti Mifid e Idd : dalla prossima estate dovranno tener conto delle preferenze espresse dalla clientela in termini di investimenti sostenibili, inserendo domande esplicite a questo riguardo nei questionari di profilatura. “Va detto che nella prima fase sarà soprattutto la parte Environmental aessere maggiormente rilevante, agli investitori verrà richiesto il loro interesse nei confronti di questi investimenti e, in caso di riscontro positivo, l’ intermediario e il consulente finanziario dovranno far riferimento a tutte le informazioni contenute nell’ Eet, quindi collocare o fare consulenza su prodotti che siano coerenti con la richiesta dell’ investitore”. Questo nuovo obbligo, sottolinea Costan, avrà un impatto sia sulla profilatura del cliente, ma anche sui sistemi di controllo che gli intermediari dovranno mettere a punto come presidio del mantenimento delle condizioni di coerenza tra i desideri espressi dall’ investitore e l’ effettiva realizzazione. Cambiamenti che impatteranno anche su alcune delle attività di Fida, come quella dell’ assegnazione del rating Esg ai fondi comuni . Alla valutazione della composizione dei portafogli, Fida affianca infatti un’ analisi sull’ organizzazione dell’ asset manager, sulla sua propensione e sulla sua volontà esplicita di fare investimenti sostenibili e i dati contenuti nell’ Eet saranno particolarmente utili a tale scopo. Un altro servizio offerto da Fida ai propri clienti è il controllo dell’ adeguatezza dei portafogli di investimento rispetto al profilo dei clienti , una procedura che dovrà tenere ora conto delle modifiche apportate alle normative Mifid e Idd. “Stiamo già lavorando proprio sulla definizione dei principi che devono essere presenti nel questionario di profilatura del cliente e su come effettivamente poi misurare all’ interno del portafoglio del cliente gli effetti della normativa e quindi l’ effettiva corrispondenza rispetto alla sua volontà” Logo EFPA Italia Logo ANASF in collaborazione con in collaborazione con Il rapporto online su Finanza e Investimenti di Affari & Finanza in collaborazione con Anasf Con il contributo di Le rubriche Consulenza Finanziaria a portata di business in collaborazione con Anasf.

FONTE: https://www.repubblica.it

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