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Compravendita Internazionale: strumenti, consigli pratici e novità del settore.

Intesa Sanpaolo Formazione, in collaborazione Cetif e Università Cattolica del Sacro Cuore, lancia il corso di International Trade&Export Management per l’internazionalizzazione d’impresa.
Intesa Sanpaolo Formazione, in collaborazione Cetif e Università Cattolica del Sacro Cuore, lancia il corso di International Trade&Export Management per l’internazionalizzazione d’impresa.

In un mondo in continua evoluzione, accelerata dalla pandemia da Covid-19, dove la tecnologia e la sua richiesta permea l’intera vita delle persone e il mercato è soggetto a repentini slittamenti verso modelli sempre più innovativi e procede sulla via della digitalizzazione, ci sono, inevitabilmente, dei mutamenti anche nel settore della compravendita internazionale.

Il contratto di compravendita rappresenta ancora oggi il modo più semplice per la vendita di beni all’estero, e lo si considera ‘internazionale’ quando le parti operano in due Paesi diversi: il trasferimento della proprietà e la consegna di un bene da parte di un soggetto (il venditore), situato in un determinato Stato, a favore di un altro soggetto (il compratore) che si trova in un altro Stato, contro pagamento di un corrispettivo pecuniario da parte di quest’ultimo.

La compravendita internazionale è regolamentata dalla Convenzione di Vienna, in vigore dal 1 Gennaio 1988, di cui l’Italia fa parte: questa rappresenta un compromesso tra i sistemi giuridici di ‘civil law’ e quelli di ‘common law’, al fine di offrire un quadro giuridico universalmente riconosciuto e applicabile a livello internazionale.

La Convenzione, tuttavia, non disciplina tutti i problemi che possono presentarsi nel contesto di un accordo commerciale, lasciando alcune materie alla disciplina delle leggi nazionali; pertanto quando si negozia un contratto internazionale la prima scelta da effettuare sarà la determinazione della legge statale che lo disciplinerà.

Ma quali sono le istituzioni a cui rivolgersi qualora sorgessero delle controversie nell’acquisto e quali gli obblighi del venditore, necessari per poterle scongiurare?
La via più semplice è scegliere un tribunale statale, soprattutto quando il valore del contratto è d’importo limitato, un’alternativa invece, per quei contratti di una certa importanza e valore, è rappresentata dall’arbitrato atto a risolvere con equità, rapidità e segretezza una lite sorta tra le parti contraenti.

Si elencano qui, a titolo informativo, anche gli obblighi dei venditori da conoscere onde evitare possibili controversie: oltre all’obbligo di consegna della merce nel luogo concordato, nella data di consegna pattuita, secondo le modalità di trasporto definite e in conformità con le caratteristiche (quantità, qualità, tipo, ecc.) previste dal contratto, vi sono obblighi che riguardano maggiormente l’assetto burocratico. La merce deve essere libera da diritti e/o pretese di terzi, i venditori devono essere provvisti dei documenti relativi alla merce nel momento concordato, nel luogo e nella forma prevista dal contratto ed essere eventualmente muniti della riserva di proprietà che permette al venditore di rimanere il legittimo proprietario della merce fino al suo pagamento integrale.

Data la giurisdizione esposta, elencati i rischi e gli obblighi per i venditori, è giunto il momento di effettuare un breve excursus sui metodi di pagamento nella compravendita internazionale, con un cenno a quelle che sono le novità in ambito finanziario.
Anche in questo caso partiamo dagli strumenti più comuni e diffusi, come il bonifico e l’assegno bancario, per passare poi a strumenti più tecnici: l’incasso e il credito documentario.

  • L’incasso documentario è una forma di pagamento in base alla quale il venditore conferisce alla propria banca il mandato di incassare l’importo della fornitura dal compratore contro consegna di documenti commerciali (le fatture, i documenti di trasporto, i documenti rappresentativi della merce, le liste di imballo (packing list), i certificati) o altri documenti riferiti alla merce oggetto della fornitura.

 

  • Il credito documentario rappresenta, invece, un impegno irrevocabile che la banca emittente e l’eventuale banca confermante si assumono, su richiesta del cliente compratore (ordinante), a favore di un beneficiario, da onorare contro presentazione di documenti in regola e da presentare entro una data di scadenza stabilita.

Oltre a questi strumenti, già ampiamente utilizzati, se ne inseriscono di nuovi nati dalla spinta alla digitalizzazione nel settore e legati soprattutto alle nuove piattaforme di e-commerce digitali: i grandi gruppi di marketplace sono infatti diventati un mezzo efficace per l’export attraverso servizi su scala internazionale.

È proprio alla luce delle novità nella compravendita internazionale, dovute da un lato ai cambiamenti in corso nel mercato e dall’altro dalla pandemia da Covid-19 che ha accelerato alcuni processi, che Intesa Sanpaolo Formazione in collaborazione con Cetif e Università Cattolica del Sacro Cuore, ha istituito il corso di International Trade&Export Management, con lo specifico obiettivo di agevolare le risorse, che in azienda rivestono ruoli decisionali nell’ambito dei processi di crescita internazionale, nello sviluppo di competenze tecniche e finanziarie attraverso un’esperienza formativa full digital, ingaggiante e interattiva, con un corpo docenti internazionale e professionisti del settore, all’interno di un ambiente di apprendimento dedicato.

Redazione Intesa Sanpaolo Formazione

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