Home 5 Rassegna Stampa 5 «Rivedere il Pnrr alla luce dello shock energetico». Le richieste di istituzioni e imprese durante la prima giornata di Innovation days a Milano

«Rivedere il Pnrr alla luce dello shock energetico». Le richieste di istituzioni e imprese durante la prima giornata di Innovation days a Milano

«Chiedo di valutare l' ipotesi di riposizionare il contenuto del Pnrr». È la richiesta del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana
«Chiedo di valutare l' ipotesi di riposizionare il contenuto del Pnrr». È la richiesta del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana

«Chiedo di valutare l’ ipotesi di riposizionare il contenuto del Pnrr». È la richiesta del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana durante la prima giornata del roadshow del Sole 24 Ore e Confindustria “Innovation Days”, partito da Milano e in arrivo in altre città d’ Italia. Sono stati i rappresentanti delle istituzioni e delle imprese a prendere per primi la parola. Presenti la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo , il governatore Fontana, il presidente di Assolombarda Alessandro Spada , il presidente di Confindustria Lombardia, Francesco Buzzella , la vicepresidente di Confindustria per l’ ambiente, sostenibilità e cultura Maria Cristina Piovesana .Il dibattito, introdotto dal direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini, ha guardato alla ripresa economica nell’ ottica della sostenibilità e della digitalizzazione (titolo della prima tappa “Digital e green: l’ Italia riparte”): due pilastri imposti dalla pandemia e dal drammatico conflitto in Ucraina, che ora spinge a guardare inesorabilmente verso le fonti di energia rinnovabile e alternative al gas.Il Pnrr è il cuore finanziario della ripartenza, e su questo proprio Fontana ha precisato che «i cantieri, per i quali sono già state fatte le gare d’ appalto, rischiano di non partire perché gli aumenti sono tali che gli imprenditori non sono in grado di rispettare i prezzi che erano stati concordati in sede di designazione. Proprio in presenza di una situazione di oggettiva difficoltà, dico: bisognerebbe valutare se l’ Europa è disponibile a darci qualche flessibilità nella riscrittura delle missioni del Pnrr. Se l’ Europa non ci prende in considerazione bisogna pensare a uno scostamento di bilancio significativo». Fontana ha ribadito inoltre che il Pnrr è troppo focalizzato sul Sud. Sul Pnrr si è soffermato anche il presidente di Assolombarda Spada: «Oggi è fortemente a rischio. Questo a causa dei costi dell’ energia e dalle catene delle forniture, penalizzate da prezzi e carenza di materiali – ha aggiunto -. Le previsioni, fatte con tempistiche precise, non vengono rispettate e soprattutto le cifre sono diverse da quelle preventivate». Della stessa opinione Buzzella, presidente di Confindustria Lombardia. «Gli aumenti dei costi delle materie prime hanno deprezzato la possibilità di spesa. Le aziende possono resistere ancora per poco, soprattutto quelle di medie dimensioni che per cultura si accollano i rincari, mentre le multinazionali non ci pensano un minuto ad applicare i rincari. La domanda è quanto può resistere l’ Italia, il gas va riportato a costi più bassi altrimenti le aziende non possono competere». E sul tema dell’ energia – al di là della ricerca di energia alternativa di cui ha parlato due giorni fa anche il presidente del Consiglio Mario Draghi – Buzzella si è detto critico contro la possibilità di rinunciare al gas russo, scelta da fare solo come «estrema ratio».Per Spada «dobbiamo mettere in pista politiche di breve periodo e minimizzare i problemi che ci ritroviamo ad affrontare. Dobbiamo essere consapevoli che oggi qualsiasi tipo di fonte, incluso il carbone, può aiutare a lenire il problema del caro energia». Guardano al futuro con ottimismo la vicesindaca Scavuzzo e la vicepresidente di Confindustria Piovesana. «Il nostro Paese è già leader per economia circolare quindi le nostre imprese sono pronte e da tempo investono su questo fronte, essendo il nostro un Paese trasformatore di materie prime» ha sottolineato Piovesana. Scavuzzo ricorda che «ci sono esperienze del passato, come Expo, che hanno mostrato che quando c’ è un sistema fra istituzioni, imprese e cittadini si crea un viatico per affrontare le complessità. Milano ha un ruolo internazionale e ha un Dna per obiettivi significativi: nel breve periodo sono le Olimpiadi del 2026, ma non ci fermeremo: vogliamo che il mondo torni a investire».

FONTE: https://www.ilsole24ore.com

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