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Rifiuti elettronici, l’ economia circolare si allarga

La holding milanese Innovatec acquisisce e rilancia Sea e Cobat
La holding milanese Innovatec acquisisce e rilancia Sea e Cobat

Innovatec, la holding milanese del settore delle energie rinnovabili, allarga la propria presenza nell’ economia circolare con due acquisizioni di società operative nel settore dei tecno rifiuti. La più recente è Sea, società veneta impegnata nella raccolta, recupero e trattamento di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), comparto di crescente rilievo con la diffusione dei dispositivi digitali e con la necessita di recuperare le materie prime preziose presenti in smartphone e affini. L’ obiettivo dell’ operazione è creare una filiera virtuosa del riciclo dei Raee in luoghi strategici lungo il territorio nazionale. Finalità similare ha l’ acquisizione di Cobat, storica azienda impegnata nella raccolta, stoccaggio e avvio al riciclo di diversi materiali, con un focus su pile e accumulatori. Un settore, quest’ ultimo, diventato strategico con la diffusione dei veicoli elettrici e la necessità di gestire l’ aumento delle batterie dismesse da auto, furgoni e scooter. Un’ esigenza che Cobat intende affrontare con progetti innovativi, come la “second life” che sfrutta gli accumulatori non più idonei per la trazione come sistemi di accumulo dell’ energia prodotta da fonti rinnovabili in modo da prolungarne la vita utile. L’ altro piano di rilievo riguarda il recupero delle materie prime pregiate presenti nelle celle delle batterie, a cominciare dal litio che può essere rigenerato per produrre nuove batterie. Un contesto favorevole Un doppio acquisto che si inserisce in una più ampia strategia espansiva prevista dal Piano di Sviluppo 2022-2024 di recente approvazione. Nata formalmente nel 2005 con l’ acquisizione di un’ azienda produttrice di pannelli fotovoltaici, Innovatec cresce infatti rapidamente diventando una holding quotata in Borsa con un fatturato di oltre 200 milioni di euro e con 260 dipendenti. Ascesa derivata dall’ accesso ad altri comparti dell’ energia green, come il biogas e l’ eolico, e nel mondo del clean tech, ossia dell’ efficienza energetica, dell’ economia circolare, della protezione ambientale e della consulenza sulla sostenibilità. Settori al centro della strategia di sviluppo per il prossimo triennio che prevede un investimento complessivo di 59 milioni di euro, dei quali 47 operativi e 12 per acquisizioni. Un piano ambizioso strutturato per cogliere le opportunità offerte dalla transizione ecologica e dall’ orientamento in tema ambientale dell’ Unione europea. Il riferimento è, in particolare, ai piani per la riduzione della CO2 (-55% al 2030 e neutralità climatica al 2050), all’ incremento del ruolo delle rinnovabili (dal 2020 al 2030 la capacità installata deve crescere da 55 a 116 GW con quota delle fonti “verdi” accresciuta dal 38 al 70%) e al ciclo dei rifiuti (aumento del materiale riciclato dal 50 al 60% e diminuzione del ricorso alla discarica dal 20 al 10% entro il 2030). Una visione per la quale l’ Unione europea ha predisposto risorse per un trilione di euro per i prossimi 10 anni e l’ Italia ha previsto un pacchetto di 60 miliardi all’ interno del Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. A sostegno dell’ economia circolare Le strategie di sviluppo di Innovatec si fondano sui due filoni primari della società, energia ed economia circolare. Comparto, quest’ ultimo, di rilievo per ridurre i rifiuti e disporre di materie prime importanti per avviare nuovi processi produttivi senza il consumo di suolo e l’ inquinamento derivante dall’ attività estrattiva. Importanza che ha portato alle acquisizioni già citate e alla definizione di servizi “end-to-end”, ossia dell’ intera filiera industriale, da proporre alle aziende. Si parte dalla consulenza sulle normative in vigore e dall’ assistenza per creare percorsi virtuosi per lo sviluppo della circolarità dei prodotti e dei servizi. Un contesto nel quale assume rilevanza anche il supporto per organizzare le aree di stoccaggio aziendali per ottimizzare la raccolta differenziata e la valorizzazione dei rifiuti per il loro riutilizzo. L’ efficienza energetica degli edifici L’ altro comparto strategico del Piano di sviluppo è quello storico di Innovatec, il settore energetico. Qui il focus principale è orientato al ramo, troppo spesso trascurato nel dibattito pubblico, dell’ efficienza energetica. Una soluzione utile per evitare la costruzione di nuove centrali perseguita da Innovatec soprattutto con il progetto House Verde, ossia con la ristrutturazione degli edifici civili nell’ ambito del provvedimento noto come Superbonus 110%. L’ idea è fornire ai cittadini un servizio “chiavi in mano” capace di includere tutto l’ iter necessario per una ristrutturazione efficace al fine di usufruire dell’ agevolazione. Una filiera complessa e ostica da seguire per il singolo: si va dalle soluzioni tecniche più avanzate (fotovoltaico con accumulo, pompe di calore, domotica, isolamento a cappotto, ecc.) allo svolgimento delle pratiche burocratiche, dalle certificazioni alla cessione del credito di imposta. Altri due target di rilievo riguardano l’ edilizia pubblica e quella di strutture ricettive come gli alberghi. Comparti per i quali sono pensati i medesimi servizi per l’ efficientamento energetico previsti per i privati cittadini. Qui l’ approccio prevede la definizione condivisa di un piano pluriennale per il miglioramento delle prestazioni ambientali basato sulle tecnologie più efficaci nel ridurre le emissioni di gas serra, come cogenerazione, produzione di energia rinnovabile o sistemi di recupero termico dei processi industriali. Un’ offerta ampia allargata all’ elettrificazione della flotta dei veicoli. In tema energetico sono da sottolineare gli impegni per lo sviluppo delle comunità energetiche. Obiettivi ambiziosi Un piano ambizioso che dovrebbe contribuire in modo efficace alla riduzione delle emissioni e alla tutela ambientale e, soprattutto, garantire un’ elevata redditività, almeno secondo gli estensori del Piano di sviluppo 2022-2024. Le prospettive sono di accrescere il fatturato dagli attuali 222 milioni di euro ai 405 milioni previsti per il 2024, di arrivare a un margine operativo lordo (Ebitda) di 55 milioni (+37 rispetto al 2020), a un utile (Ebit) di 38 milioni (+30,5) e garantire un sensibile ritorno per azionisti (il Roe atteso è del +29%) e investitori (Roi al +38%). Il tutto con la creazione di 125 nuovi posti di lavoro.

FONTE: https://www.huffingtonpost.it

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