Home 5 Rassegna Stampa 5 Le imprese familiari vincono per investimenti in ecologia e in tech 4.0

Le imprese familiari vincono per investimenti in ecologia e in tech 4.0

Il family business più propenso all'innovazione, soprattutto se si affida a manager esterni
Il family business più propenso all'innovazione, soprattutto se si affida a manager esterni

Le imprese manifatturiere a proprietà familiare investono di più in tecnologia 4.0 e green rispetto a quelle non familiari. E lo fanno ancora di più quando la gestione è affidata a un manager esterno. Il quadro, che interessa una percentuale elevatissima delle 130mila aziende manifatturiere italiane: 8 su 10, infatti, sono family business, emerge da un’indagine del Centro Studi dell’Istituto Tagliacarne e ci dice che – sebbene nel manifatturiero ci sia ancora tanta strada da fare sul fronte tech e green: i numeri, nel complesso sono ancora bassi – la percentuale di imprese familiari che hanno investito in tecnologie 4.0 tra il 2017 e il 2020, infatti, è pari al 17%, contro il 15% di quelle non familiari. Scenario simile quando si parla di investimenti green: li hanno fatti il 27% dei family business, contro il 24% delle aziende non familiari. Territorio e relazioni «Dobbiamo smettere di pensare che la proprietà familiare rappresenti un limite per le aziende – spiega Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro studi – e questi dati lo dimostrano: se ben gestita una realtà che fa capo a una famiglia si rivela più dinamica». I motivi sono diversi: «La conoscenza e la vicinanza al territorio che, per esempio, incide sulla volontà di ridurre l’impatto ambientale delle produzioni», continua Esposito. Che cita un dato a supporto di questa tesi: i business familiari, dopo la pandemia, continueranno a investire in sostenibilità anche dopo la crisi legata alla pandemia, entro il 2023. E lo faranno più delle aziende non familiari: il 18% contro il 12 per cento. Loading… LA FOTOGRAFIA Loading… L’elevato livello di relazionalità (e quindi la possibilità di crearsi un network di eccellenze sul territorio) è un altro punto a favore delle aziende di famiglia: nelle imprese con manager di famiglia la propensione a investire in tecnologie 4.0 passa da una media del 17% al 35% proprio in caso di elevato livello di relazionalità. Pochi manager esterni La gestione dell’azienda affidata a manager interni alla famiglia non sempre è la scelta più efficace per lo sviluppo del business. Ma in Italia sono solo 9 su 100 (18 su 100 se si guardano le realtà medio-grandi) le aziende manifatturiere di proprietà familiare che hanno scelto di affidarsi a un manager esterno. Un fenomeno che dipende da un problema soprattutto culturale: «Mentre in Paesi come la Germania i family business gestiti internamente sono meno del 30%, in Italia l’imprenditore tende spesso a a svolgere un ruolo padronale, considera l’azienda una propaggine della famiglia e non si fida a cederne la gestione a una persona esterna». Peccando però di scarsa lungimiranza: il 70% delle imprese di famiglia con manager reperiti sul mercato, infatti, prevede di ritornare ai livelli produttivi pre-Covid entro il 2022, contro il 60% di quelle guidate da manager familiari, e il 63% delle aziende non a proprietà familiare. «Le imprese di famiglia hanno reagito bene alla ‘sfida’ imposta loro dalla pandemia. Ma le realtà guidate da manager esterni sono più competitive, anche grazie al bagaglio di esperienze che questi professionisti possono portare in azienda», dice il direttore generale. Un bagaglio spesso di respiro internazionale: secondo l’indagine il 69% dei manager che lavorano nelle imprese a proprietà familiare ha avuto esperienze di direzione di impresa in Italia o all’estero, contro il 52% dei manager di famiglia.

FONTE: https://www.ilsole24ore.com

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