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Le eccellenze del Piemonte, ecco gli asset su cui puntare per il rilancio

Circa 150 anni fa la regione acquisì una nuova centralità internazionale grazie all' innovazione. È necessario ripartire da questa grande tradizione per un futuro in risalita
Circa 150 anni fa la regione acquisì una nuova centralità internazionale grazie all' innovazione. È necessario ripartire da questa grande tradizione per un futuro in risalita

Il sistema economico regionale piemontese vive un periodo di transizione che negli ultimi anni, a partire dalla crisi del 2008, ha determinato una perdita del suo peso relativo rispetto alle regioni più dinamiche del nostro Paese, per non parlare di quelle europee. La traiettoria di sviluppo della regione continua infatti ad essere in flessione, così come lo è stata l’ evoluzione della produttività del lavoro e dell’ occupazione. Limitando il nostro sguardo al biennio pre-covid , si può notare come il PIL regionale evidenzi un ritardo non soltanto nei confronti delle regioni settentrionali più virtuose (Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna) ma continui a registrare valori decisamente inferiori rispetto al PIL del Lazio e non incisivamente superiori nemmeno rispetto a quello della Campania. In particolare, l’ area metropolitana di Torino è stata dichiarata «area di crisi industriale complessa» dal MISE (insieme alle aree di Trieste, Venezia e Savona nel nord) con l’ obiettivo di sviluppare un progetto di riconversione e riqualificazione industriale (PRRI) per il rilancio dell’ economia del territorio. Torino e il Piemonte, quindi, possono legare la loro crescita ai driver della manifattura industriale, dei servizi logistici e dell’ agroalimentare. Tutti ambiti accomunati dall’ innovazione di cui il Piemonte è terra per eccellenza: già sul finire del XIX secolo, infatti, Torino aveva risposto con l’ innovazione alla perdita dell’ indotto derivante dal trasferimento dei centri amministrativi legati alla capitale del Governo del Regno. Ricordiamo i primati in termini tecnologici che si sono registrati nei vari campi della tecnica e della tecnologia che partono dal settore dell’ auto, passando dall’ aeronautica per arrivare alle telecomunicazioni (telefono, cinema, radio e televisione). Infatti, con riferimento all’ innovazione, nel periodo pre-pandemia il Piemonte si è aggiudicato il primato di regione con la quota più alta di imprese con almeno una tecnologia 4.0 pari al’ 11,8% del totale (+3,4 punti percentuali rispetto alla media nazionale). Il comparto manifatturiero del Piemonte rimane ancora vigoroso , con la quota dell’ industria manifatturiera sul valore aggiunto totale della regione che risulta pari al 22,1% rispetto ad una media nazionale di 16,7%. Del resto, in Italia si investe mediamente il 1,5% del PIL in ricerca mentre in Piemonte le risorse dedicate a questo settore cruciale si attestano intorno al 2,17% del PIL regionale. Nel settore dell’ innovazione il Politecnico di Torino e l’ Università hanno occupato e occupano un ruolo fondamentale. Il boost del PIL collegato all’ innovazione, pertanto, non può prescindere da un incremento di risorse del Politecnico e dell’ Università da parte del sistema nazionale. A tal proposito, l’ automotive potrà rimanere trainante in ambito manifatturiero se le aziende saranno in grado di posizionarsi sul segmento di mercato della componentistica ad alto contenuto tecnologico: si pone quindi l’ esigenza di un nuovo slancio verso obiettivi orientati ai nuovi driver di sviluppo mondiali di settore quali mobilità sostenibile, guida autonoma, digitalizzazione ed elettrificazione. Il mix di competenze di aziende presenti sul territorio, insieme a Politecnico e Università, possono competere agevolmente nell’ ambito delle smart road ovvero strade intelligenti che sono ormai un elemento fondamentale della nuova mobilità. Anche l’ aerospazio, che vanta una tradizione consolidata in Piemonte ed in particolare a Torino, può rappresentare un robusto driver per lo sviluppo. Ad oggi sul territorio operano i maggiori player italiani del mercato come Leonardo, GE Avio e Thales Alenia Space e tante medie e piccole aziende. Tutti gli stakeholder del Territorio, dalla Regione al Comune, dal Sistema Camerale alle Fondazioni Bancarie, possono concorrere a realizzare una manovra di politica industriale volta a fare crescere sia i fornitori dei big players sia le aziende che realizzano prodotti finiti ad alto contenuto tecnologico, la cui dimensione è tuttavia ancora troppo contenuta per un’ adeguata competizione sul mercato. A tale proposito la Regione Piemonte, Leonardo ed il Politecnico di Torino, a fine 2021, hanno lanciato l’ idea della Città dell’ Aerospazio: un’ infrastruttura a grande vocazione innovativa in grado di spingere sulla ricerca di settore e di favorire il trasferimento di tecnologia, sfruttando le acclarate competenze maturate dalla ricerca, riconosciute anche a livello internazionale dall’ ESA che ha assegnato a Torino uno dei propri incubatori, la cui sede potrebbe essere collocata proprio nella Città dell’ Aerospazio. Tale investimento sarà in grado di generare importanti ricadute positive in termini di esternalità di medio- lungo periodo a carattere sociale ed ambientale quantificabili in: circa 3,2 miliardi di euro per quanto riguarda gli aspetti legati agli effetti degli investimenti in ricerca e innovazione; circa 2.500 posti di lavoro aggiuntivi nel perimetro dell’ indotto dell’ iniziativa (pari a +45% degli attuali); circa 70 nuove imprese innovative nel settore dell’ aerospazio; 200.000 nuovi visitatori annui attratti dallo Space Center e dal nuovo polo museale (in grado di generare oltre 25 milioni di euro annui di ricadute economiche sul territorio); 3,5 GWh/anno di risparmio energetico (monetizzabili in circa 4,1 Milioni di euro annui) oltre a più di 17.000 addetti impiegati per la realizzazione dell’ infrastruttura e circa 5.000 addetti necessari alla manutenzione nel corso della sua vita utile. Per quanto riguarda le produzioni enogastronomiche di eccellenza il Piemonte evidenzia numeri di assoluta rilevanza nel panorama italiano. Ma è soprattutto nella valorizzazione della filiera agroalimentare che il Piemonte si è distinto per progetti integrati innovativi, finalizzati alla creazione di valore aggiunto del prodotto, dal produttore (materie prime), al trasformatore (semilavorati) fino al consumatore finale (prodotto finito); compiono infatti 10 anni i primi accordi di filiera nel settore della nocciola o del latte a supporto della più grande industria dolciaria italiana con sede in Piemonte, la Ferrero. Nel settore operano oltre 58mila imprese che spaziano dalla produzione di cibi e bevande a quella di macchinari agricoli ed attrezzature per l’ industria agroalimentare fino a coprire ogni settore dell’ agricoltura e della selvicoltura. Queste aziende hanno dato lavoro ad oltre 100.000 addetti ed hanno generato un fatturato di export superiore ai 7,4 miliardi di euro nel 2020. Lo scenario economico globale si appresta a percorrere un profondo cambiamento delle strutture produttive per realizzare la transizione ver de volta a favorire l’ economia circolare, lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile ed un’ agricoltura più sostenibile. Le risorse disponibili a valere sul PNRR rendono tale evoluzione non più utopica ma assolutamente realizzabile. Circa 150 anni fa il Piemonte acquisì una nuova centralità internazionale grazie all’ innovazione. È necessario ripartire da questa grande tradizione per proiettarsi in un futuro di rilancio.

FONTE: https://torino.corriere.it

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