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La supply chain finance torna a crescere. E scopre la sostenibilità

Confirming, invoice trading e dynamic discounting sono le tre voci che trainano la crescita del mercato della supply chain finance
Confirming, invoice trading e dynamic discounting sono le tre voci che trainano la crescita del mercato della supply chain finance

Confirming, invoice trading e dynamic discounting sono le tre voci che trainano la crescita del mercato della supply chain finance, secondo l’ Osservatorio del Politecnico di Milano. E tra le novità del 2021, si assiste alla nascita delle prime soluzioni di supply chain finance basate su principi ESG. Soluzioni innovative in crescita, servizi tradizionali in stallo. Il mercato della supply chain finance torna a crescere grazie alle soluzioni innovative, come il confirming, l’ invoice trading e il dynamic discounting: sono queste le uniche tre soluzioni che hanno segnato un andamento al rialzo già nel 2020 e che proseguono la loro ascesa nel 2021. Factoring e anticipo fatture non conquistano però nuove fette di mercato, anzi rimangono alquanto stabili dopo lo scivolone di quasi il 30% del 2020. Secondo l’ Osservatorio Supply Chain Finance della School of Management del Politecnico di Milano gli strumenti tradizionali hanno perso terreno perché in tempi di Covid le aziende hanno preferito richiedere finanziamenti e prestiti garanti per far fronte alle esigenze di breve e lungo periodo. E così, la liquidità delle imprese italiane è cresciuta nel 2020 (+33% sul 2019). Il mercato potenziale e quello servito Ma il 2021 è un’ altra storia. Secondo le previsioni dell’ Osservatorio, il mercato della supply chain finance andrà meglio, raggiungendo un mercato potenziale da quasi 500 miliardi di euro. Per l’ esattezza, tra i 457 miliardi e i 495 miliardi. Analizzando il mercato servito (inferiore al 30% attualmente) è già chiaro che una buona fetta resta in mano alle soluzioni più tradizionali: factoring e anticipo fatture, che insieme rappresentano la quasi totalità del mercato, con un controvalore rispettivamente di 57,4 miliardi di euro e 43 miliardi di euro, in linea con lo scorso anno (rispettivamente +5% e +0% sul 2020). Il boom per i nuovi strumenti Ma le soluzioni innovative crescono a ritmi concitati: reverse factoring e invoice trading registrano il picco più alto di sempre, insieme al Purchase Order Finance (soluzione che permette a un’ impresa di utilizzare un ordine ricevuto da un cliente con elevato merito creditizio come garanzia per ottenere un finanziamento, NdR), che supera il miliardo di outstanding. Mentre il dynamic discounting cresce a 3 cifre: +200%. Anche il confirming cresce, con un +58%. Verso una filiera sostenibile Assoluta novità del 2021, per l’ Osservatorio, è la crescente e costante attenzione rivolta ai principi di sostenibilità. Che trova applicazione anche nel finanziamento delle filiere. Le logiche ESG fanno quindi capolino anche nelle soluzioni di supply chain finance. L’ obiettivo è portare benefici ambientali e sociali, oltre che economici, a tutti gli attori coinvolti. Ma come? Per essere sostenibile, una soluzione di supply chain finance deve rispondere a dei parametri precisi, tra questi: la valutazione sulla base di parametri ESG dei fornitori, la presenza di pratiche di collaborazione tra l’ impresa cliente e i suoi fornitori, come per esempio l’ assistenza tecnica per migliorare le pratiche di sostenibilità dei fornitori, e l’ uso di soluzioni di supply chain finance come incentivo per migliorare le performance ESG dei fornitori. Un circolo virtuoso, insomma. Come valutare i fornitori? La valutazione dei fornitori sulla base di parametri ESG è il punto di partenza per rendere queste soluzioni sostenibili. I fornitori vengono valutati generalmente sulla base di quattro macro aree, che sono poi declinate in diversi indicatori: ambientale (per esempio, consumo delle risorse), sociale (per esempio, condizioni di lavoro, salute e sicurezza del lavoro), governance (corruzione, disclosure e tracciabilità) e di filiera (per esempio, performance ambientali, sociali e di governance dei fornitori di secondo/terzo livello). La valutazione è modulabile sulla base delle caratteristiche del fornitore (es. dimensione e settore di appartenenza) e ha in input dati che provengono da fonti di vario tipo: questionari compilati dai fornitori, certificazioni, report di sostenibilità e visite di auditing. La valutazione può essere effettuata direttamente dall’ impresa cliente che offre una soluzione di supply chain finance sostenibile, o da un ESG information provider; può, però, essere presente un ente terzo che certifichi il processo di valutazione dei fornitori. La discrimine ESG Pronti quindi a vedere nascere nuovi modelli di supply chain finance sostenibile, dove la sostenibilità può essere un criterio premiante e garantire quindi ai fornitori sconti sui prezzi o condizioni agevolate sui finanziamenti; oppure rappresentare una barriera d’ ingresso e premiare quindi i fornitori con buone prassi ESG, che possono aderire al programma, ed escludere invece chi ha un basso punteggio nella sostenibilità. Più trasparenza: lo chiede lo IASB, ma non tutte le imprese sono in regola A portare maretta nel mercato della supply chain finance è il Regulator: lo IASB (International Accounting Standards Board, organismo responsabile dell’ emanazione dei principi contabili internazionali, NdR), che richiede alle aziende nuovi requisiti di trasparenza. Secondo la proposta le imprese sono tenute a dare informazioni qualitative come i “termini e le condizioni chiave di un programma di SCF”. E quantitative, come l’ ammontare delle passività legate a programmi di SCF, le passività “per cui i fornitori hanno già ricevuto pagamento dall’ intermediario finanziario coinvolto” e informazioni sulla durata dei termini di pagamento. A ottobre 2021, inoltre, è stato chiesto di indicare specificatamente anche le voci dello stato patrimoniale in cui viene presentato il valore contabile delle passività finanziarie legate ad un accordo di SCF. Non tutte le imprese includono però, dice l’ Osservatorio, dettagli sulle proprie soluzioni di SCF a livello di bilancio. Questo articolo è stato pubblicato sul numero di aprile 2022 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop .

FONTE: https://www.aziendabanca.it

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