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La cybersicurezza italiana ha bisogno di infrastrutture e consapevolezza

Se è vero che la tecnologia "ci ha reso la vita più semplice in questi anni", l' ha resa però allo stesso tempo più fragile.
Se è vero che la tecnologia "ci ha reso la vita più semplice in questi anni", l' ha resa però allo stesso tempo più fragile.

Se è vero che la tecnologia “ci ha reso la vita più semplice in questi anni”, l’ ha resa però allo stesso tempo più fragile. Ormai, infatti, il dominio cibernetico “ci appartiene, ci attraversa e condiziona le nostre vite” e dunque i rischi sul versante digitale sono “importanti e all’ ordine del giorno”. La consapevolezza dell’ esistenza di tali rischi è la precondizione imprescindibile per riuscire a porvi rimedio. Questa l’ opinione espressa da Franco Gabrielli, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei Ministri, con delega alla sicurezza, intervenuto oggi al Senato alla presentazione del primo rapporto Censis-DeepCyber proprio sulla cybersicurezza in Italia. Innanzitutto, c’ è bisogno di diffondere la consapevolezza che l’ Italia è “partita in ritardo e che ha perso tempo” sul tema della cybersicurezza e che adesso non lw resta che creare “un meccanismo di resilienza del Paese e soluzioni per mitigare il più possibile questa situazione”. Serve lavorare in primis sulle infrastrutture, perché la loro attuale condizione, a livello pubblico come privato, “non è delle migliori”. Il governo italiano ha iniziato ad agire in questa direzione a giugno 2021, ma “di strada ce n’ è tantissima da fare” e da modellare intorno a tre macro-categorie: le infrastrutture vere e proprie, la dipendenza tecnologica e l’ aspetto culturale e informativo. Difatti, l’ indagine Censis rileva come la maggior parte degli attacchi cyber sia riconducibile a vulnerabilità umane dunque “è assolutamente urgente la formazione e ancora una volta diffondere la consapevolezza sui rischi”, ha sottolineato Gabrielli. Se, infatti, il 61,6% degli italiani si dichiara preoccupato per la propria sicurezza informatica e addirittura l’ 81,7% teme di finire vittima di furti e violazioni dei propri dati personali sul web, oltre un terzo degli italiani non fa nulla per la sicurezza dei propri dispositivi informatici e solo uno su quattro ha un’ idea chiara di cosa sia la cybersecurity. Eppure, il 19,5% degli occupati, emerge dal rapporto Censis, ha sperimentato attacchi informatici con danni agli account social o al sito web della propria azienda, il 14,7% invece attacchi che hanno causato la perdita di dati e informazioni. Per di più, al 17,2% degli italiani è capitato di scoprire acquisti online fatti a proprio nome e carico e al 14,3% di avere la carta di credito o il bancomat clonato. Il 13,8% ha subito violazioni della privacy con furti di dati personali da un device oppure con la condivisione non autorizzata di foto o video. Lo scoppio della guerra in Ucraina non ha però, rassicura Gabrielli, accelerato esponenzialmente il numero di attacchi informatici in Italia, che comunque continuano ad avvenire quotidianamente. Questa almeno è la fotografia attuale ma non vuol dire che le infrastrutture non potranno diventare oggetto di ulteriori attacchi, precisa il sottosegretario. (riproduzione riservata)

FONTE: https://www.milanofinanza.it

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