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L’ Italia ha bisogno del Pnrr e di un debito sostenibile per crescere

L' Italia dovrà affrontare sfide inedite tanto sul fronte dell' economia reale quanto sulla gestione dei conti pubblici
L' Italia dovrà affrontare sfide inedite tanto sul fronte dell' economia reale quanto sulla gestione dei conti pubblici

L’ Italia dovrà affrontare sfide inedite tanto sul fronte dell’ economia reale quanto sulla gestione dei conti pubblici. Da un lato, il nostro Paese deve impegnarsi per rimanere sul sentiero di crescita sostenuta già intrapreso e che ha permesso di recuperare gran parte delle perdite riportate nel 2020. Dall’ altro lato, dobbiamo delineare un rientro ordinato e graduale dell’ elevato debito accumulato. Questa l’ opinione espressa dal presidente della Corte dei conti, Guido Carlino, durante l’ inaugurazione dell’ anno giudiziario 2022, aggiungendo che “la sostenibilità del debito è, allo stesso tempo, funzione e presupposto di uno sviluppo economico non soltanto più consistente ma anche più durevole ed equo”. L’ Italia, infatti, sta muovendo i primi passi verso la ripresa ma perdurano alcune incertezze. Per di più, “la drammatica tensione geopolitica” in Ucraina è entrata prepotentemente nello scenario “strutturale e di ampio contesto”, con la speranza che però venga presto risolto questo conflitto e ripristinato il rispetto dei diritti internazionali fondamentali. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta per il nostro Paese un’ occasione senza precedenti sia perché significa “copiose risorse che affluiranno alle amministrazioni italiane” sia perché implica “un ambizioso progetto di riforme”, stando alla relazione della Procura generale della Corte. Nello specifico, il governo intende attuare quattro importanti riforme di contesto: pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione della legislazione e la promozione della concorrenza, in piena coerenza dei sei pilastri del Next Generation Eu e con i parametri verdi e digitali. D’ altro canto, l’ Italia ha richiesto il massimo dei fondi disponibili, pari a 191,5 miliardi di euro, di cui “neanche un euro dovrà essere sprecato” ha dichiarato il procuratore generale della Corte dei conti, Angelo Canale, nel suo intervento odierno. Aggiungendo che il corretto utilizzo delle risorse dovrà essere presidiato a tutti i livelli, anche dalla stessa magistratura contabile, e tutti i “responsabili di sprechi e dissipazione delle risorse pubbliche dovranno essere chiamati a rendere conto delle loro azioni, nei termini di legge”. In quest’ ambito, il presidente Carlino ha ricordato la centralità della figura del pubblico ministero contabile, “chiamato a intercettare condotte illecite pregiudizievoli per l’ erario, che recano un grave vulnus alla capacità dell’ amministrazione di rendere effettivi per i cittadini i diritti sociali, quali quelli alla salute, all’ istruzione e al lavoro”, a livello nazionale ed europeo. Si deve rafforzare dunque questa impalcatura comunitaria di collaborazione rafforzata per il contrasto alle irregolarità e alle frodi, in primis “favorendo circolarità di informazioni, dati e nozioni, in modo chiaro e trasparente”. Allo stesso tempo, la cultura della legalità deve essere incoraggiata nelle più svariate sedi con un aumento dei controlli esterni e interni e mediante strumenti che permettano di intercettare tempestivamente “fenomeni di distrazione, sprechi, mala gestione delle risorse pubbliche”. Azioni pratiche ancora più urgenti dato che il massiccio ricorso a procedure di gara accelerate e semplificate durante la pandemia ha fatto aumentare pericolosamente il rischio di corruzione, precisa la relazione della Corte dei conti. E nondimeno perché gli sforzi da parte delle autorità di audit e di controllo nei vari Stati europei non sono stati sufficienti a migliorare la percezione dei cittadini sulla corruzione nella pubblica amministrazione e sulla credibilità dell’ esercizio giurisdizionale, fondata a sua volta su quella della sua indipendenza. (riproduzione riservata)

FONTE: https://www.milanofinanza.it

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