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Istat: Una piccola quota di imprese considera cruciali le tecnologie 4.0

La nuova indagine è stata anche utilizzata per esplorare le tendenze di una serie di fattori cruciali della trasformazione digitale
La nuova indagine è stata anche utilizzata per esplorare le tendenze di una serie di fattori cruciali della trasformazione digitale

La nuova indagine è stata anche utilizzata per esplorare le tendenze di una serie di fattori cruciali della trasformazione digitale delle imprese. Il quadro conferma quanto già osservato a fine 2020, con le imprese impegnate a rafforzare una serie di infrastrutture digitali ma ancora poco indirizzate all’ introduzione di processi e tecnologie più avanzati e potenzialmente capaci di forti impatti sulla produttività. Avendo individuato nove fattori chiave della trasformazione digitale si possono considerare le quote di imprese che li hanno indicati come molto importanti o cruciali. Il fattore più rilevante è quello relativo alla connessione Internet – sia fissa sia mobile – considerato molto importante o cruciale dal 54,3% delle imprese. L’ attenzione posta su questo aspetto dalla maggioranza delle imprese potrebbe segnalare un ritardo ancora non colmato nella piena realizzazione dei piani di connessione digitale ad alta velocità dell’ intero Paese. Inoltre, le imprese mostrano una crescente consapevolezza sui rischi della digitalizzazione e dedicano molta attenzione alla sicurezza, in termini di prevenzione di attacchi ed eventuali azioni di recupero dei dati (il 43,1% lo considera molto importante o cruciale). Similmente, si diffondono tra le imprese pacchetti software per la gestione aziendale resi ancora più efficaci dalle opportunità di collegamento in rete all’ interno e all’ esterno dell’ impresa (43,2%). La formazione digitale (30,5%) sembra invece ricevere limitata attenzione pur essendo cruciale per l’ efficacia degli investimenti digitali. Come già accennato, le tecnologie per innalzare la produttività sono quelle meno considerate, probabilmente per la loro specificità settoriale ma anche per una diffusione ancora limitata, specialmente tra le imprese medio-piccole. La quota di imprese che segnalano attenzione per questi fattori è intorno al 20% nel caso di automazione e tecnologie 4.0 e di soluzioni cloud e gestione in remoto di servizi e infrastrutture. Non raggiunge il 10% per applicazioni di intelligenza artificiale e analisi dei Big Data mentre si attesta al 14,8% per il miglioramento dei processi legati al commercio online (contenuti web, magazzino, logistica, ecc.). Alcuni elementi dell’ analisi settoriale sono di particolare interesse. In primo luogo, emerge che la preoccupazione per la qualità della connessione a Internet accomuna grandi e piccole imprese: il tema è cruciale per il 40,1% delle grandi e per il 35,0% delle micro. Inoltre, sono ancora moltissime le imprese che considerano il commercio online non rilevante: il 58,3% di quelle con meno di 10 addetti e il 38,1% delle grandi. Poco considerate anche le tecnologie digitali per la produttività, persino dalle imprese di grande dimensione: le tecnologie cloud sono indicate come cruciali dal 22,8%, l’ automazione dal 21,8% e l’ intelligenza artificiale dal 13,6% di questo segmento di imprese. In generale, la qualità della connessione Internet, la sicurezza informatica e l’ adozione di software gestionale sono temi più rilevanti per le imprese dei servizi rispetto a quelle manifatturiere. Più nel dettaglio, la formazione digitale è considerata cruciale dalle imprese delle telecomunicazioni (72,4%) e del software (60,7%), i social media dal settore culturale (61,3% delle imprese), intelligenza artificiale e Big Data dal settore assicurativo (23,5%), automazione e 4.0 dalla metallurgia (31,1%), le applicazioni cloud dai produttori di software (49,3%).

FONTE: https://www.agricolae.eu

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