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Il Pnrr può cambiare totalmente e in positivo la mentalità della pa

Il Pnrr rappresenta un' opportunità "straordinaria" per rendere l' Italia un Paese "più coeso, con meno divari di genere e intergenerazionali
Il Pnrr rappresenta un' opportunità "straordinaria" per rendere l' Italia un Paese "più coeso, con meno divari di genere e intergenerazionali

Il Pnrr rappresenta un’ opportunità “straordinaria” per rendere l’ Italia un Paese “più coeso, con meno divari di genere e intergenerazionali, e soprattutto con un potenziale di crescita elevato che renda sostenibile il nostro debito elevato”. Eppure, l’ eredità più importante potrebbe essere “l’ epocale cambio di prospettiva dell’ amministrazione pubblica italiana”, dato che il Piano richiede “capacità di attuazione, il rafforzamento delle competenze e una logica di risultato”. Queste le parole della coordinatrice della segreteria tecnica del Pnrr, Chiara Goretti, durante il webinar “Il ruolo della consulenza per attuare il Pnrr” organizzato da e I-com, Assoconsult e Asla. Il Recovery Plan non è infatti un semplice piano di spesa ma un piano di risultati da realizzare in tempi certi, che declina una diversa visione dell’ Italia del futuro “più digitale, ecologica, inclusiva e competitiva”, ha spiegato la Goretti. Nello specifico, le erogazioni delle dieci rate totali sono subordinate al raggiungimento, ogni sei mesi, dei milestone (indicatori qualitativi) e dei target (quantificabili) concordati, imperniati sulle tre missioni europee della digitalizzazione, della transizione green e dell’ inclusività sociale. Per riuscire a portare a compimento questo Piano, e allo stesso tempo assicurare che tale evoluzione perduri ben oltre l’ orizzonte temporale del Pnrr, è necessario, secondo la Goretti, “un totale cambiamento culturale” come un dialogo continuo con gli enti attuatori e la società italiana, per individuare in itinere difficoltà e anche eventuali potenzialità aggiuntive. Nondimeno serve semplificare i processi amministrativi e burocratici, soprattutto accorciandone i tempi, ha sottolineato l’ amministratore delegato di Consip, Cristiano Cannarsa. Per le pubbliche amministrazioni, in particolare, il digitale significa maggior “velocità, trasparenza, autonomia e capacità di spesa”, il che le rende più attrattive agli occhi delle imprese italiane. Lo testimonia la crescita esponenziale delle gare bandite nel 2021 dalle pubbliche amministrazioni, utilizzando a titolo gratuito per i propri acquisti autonomi la piattaforma di e-procurement, gestita da Consip per conto del Ministero dell’ Economia e delle Finanze, sia in termini di procedure bandite (1.610, +3% sul 2020) sia in termini di valore bandito (6,6 miliardi, +53%). Altrettanto cruciale è la valorizzazione e la formazione di competenze. Non dovrebbe preoccupare l’ idea che il 40% dei posti a concorso sono a tempo determinato, perché la Goretti è sicura “che sarà poi interesse delle amministrazione mantenere queste persone, in quanto formate sul campo e viste le significative fuoriuscite che si avvicenderanno nei prossimi anni”. Si deve inoltre “ripensare il concetto di assistenza tecnica come un project management che va dal disegno alla realizzazione del lavoro”, ha aggiunto la coordinatrice. D’ altronde, se si disegna male una politica senza capirne gli obiettivi, gli strumenti o definirne il quadro giuridico, “l’ execution si impantana”. In quest’ ambito il presidente dell’ I-com, Stefano da Empoli, ha ribadito il ruolo centrale della consulenza, appunto come “strumento essenziale nell’ aiutare gli enti locali più indietro, di solito i più piccoli”. (riproduzione riservata)

FONTE: https://www.milanofinanza.it

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