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Draghi: sprint sul Pnrr, target in linea

Il Governo fa il punto sullo stato di attuazione del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza
Il Governo fa il punto sullo stato di attuazione del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza

Il Governo fa il punto sullo stato di attuazione del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. E lo fa in occasione di un consiglio dei ministri che, mercoledì 2 febbraio, delinea una nuova strategia nella gestione dei contagi Covid a scuola e punta sul green pass illimitato dopo la terza dose .Il dossier Pnrr viene affrontato nella parte finale del vertice. Come preannunciato lunedì 31 gennaio , l’ attenzione del presidente del Consiglio Mario Draghi e dei responsabili dei singoli ministeri si concentra sui 45 obiettivi del primo semestre (a oggi ne risultano raggiunti 3)per i quali sono stati messi a disposizione 24,13 miliardi, a cui se ne aggiungeranno altri 21,83 per i 55 obiettivi da completare entro il 31 dicembre di quest’ anno.Una vera e propria corsa contro il tempo, pena la perdita delle risorse del Recovery, sulla quale qualunque ostacolo rischia di provocare effetti disastrosi. Draghi ascolta le difficoltà manifestate dai singoli ministri, che lamentano soprattutto i tempi della burocrazia, nella quale rientrano ad esempio anche le risposte della Corte dei Conti.Tra gli obiettivi più significativi da raggiungere entro questo primo semestre ci sono anche la spending review e la riforma dell’ amministrazione fiscale che fanno capo al ministro dell’ Economia. In particolare la revisione della spesa pubblica entrerà in azione già nel 2023 e dovrebbe portare in dote risparmi da mettere a disposizione del taglio delle tasse. Tornando alle altre scadenze, nel corso della discussione in Cdmi, non si è esclude (anzi viene ritenuto abbastanza probabile) che a breve il Governo intervenga con un nuovo decreto semplificazioni per accelerare alcuni passaggi.Al momento però prevale la soddisfazione per il bilancio raggiunto nel primo anno di applicazione del Piano. Al 31 gennaio 2022, si segnala da Palazzo Chigi, sono stati emanati 113 bandi e avvisi per 27,86 miliardi. Ma nell’ agenda, che include target precisi e il rispetto di standard come quello di inclusione su cui vigilerà il ministro Stefani, ci sono questioni che potrebbero far esplodere nuovi contrasti nella maggioranza: dalla riforma della sanità territoriale, alle regole sui rifiuti, alle nuove carriere degli insegnanti, solo per citarne qualcuna.Di seguito, lo stato di realizzazione del Pnrr nei ministeri:Dopo un 2021 di corsa, al ministero per la Pa guidato da Renato Brunetta quest’ anno il calendario del Pnrr chiede soprattutto di completare l’ attuazione delle novità su regole e strumenti introdotte nella pioggia di interventi dei mesi scorsi. L’ unica milestone assegnata a Palazzo Vidoni per il primo semestre suona impegnativa, perché chiede l’ entrata in vigore delle norme abilitanti della riforma del pubblico impiego. Ma il grosso del lavoro è già stato fatto con il Dl 44/2021 che ha costruito la corsia veloce per i concorsi e il Dl 80/2021 che ha ridisegnato il «reclutamento». Un ruolo chiave nell’ attuazione del nuovo sistema, che prevede la creazione dell’ area delle «elevate professionalità», è affidato ai contratti nazionali: quello sulle Funzioni centrali è stato firmato, gli altri sono in arrivo. La Funzione pubblica calcola 45mila posti sbloccati nel 2021, e 100mila a bando quest’ anno. Già attivo anche il Portale Inpa, che andrà completato in questi mesi. IL NUMERO : 45.000 (sono i posti sbloccati nel 2021, sono più del doppio quelli che saranno messi a bando quest’ anno)Sette maxi riforme che spaziano dall’ efficienza energetica all’ economia circolare, passando per dissesto idrogeologico e rifiuti. Quattro investimenti (digitalizzazione parchi, cultura sui temi ambientali, ricerca sull’ idrogeno e installazione di elettrolizzatori). E cinque step intermedi – a partire dal Lancio del portale per l’ efficienza energetica da parte dell’ Enea – da centrare entro marzo per accelerare gli adempimenti del ministero guidato da Roberto Cingolani. E imprimere così una decisa sterzata anche al Pnrr che ha nella transizione ecologica uno dei pilastri. Ecco perché il fisico è arrivato al cospetto del premier Mario Draghi con un bilancio assai dettagliato per dimostrare, carte alla mano, che il Mite lavora ventre a terra sul Recovery Plan. Anche perché è chiaro a tutti, in primis al ministro, che per arrivare allo snodo di giugno con i compiti fatti bene e per tempo, non sono ammessi errori o esitazioni. Soprattutto nel dicastero chiamato a garantire il maggior contributo. IL NUMERO : 11 (sono gli adempimenti che il ministero guidato da Roberto Cingolani dovrà centrare entro fine giugno, di cui sette riforme)Il ministero dello Sviluppo, per quanto riguarda le scadenze del primo semestre 2022, ha definito decreti attuativi che valgono nel complesso 2,3 miliardi: 750 milioni per i contratti di sviluppo per le filiere produttive, 1 miliardo per investimenti su rinnovabili e batterie (entrambi in registrazione alla Corte dei conti); 250 milioni per il supporto al venture capital nella transizione ecologica e 300 milioni per il supporto al venture capital in altri settori innovativi (entrambi in visione presso il Servizio centrale Pnrr). Per questi ultimi due interventi servirà anche un accordo di finanziamento con Cdp Venture che gestirà le risorse. Quanto al ministero dell’ Innovazione tecnologica, sono partiti tre bandi su cinque per la banda ultralarga: tutti da approvare entro giugno, quando è attesa anche l’ approvazione della Newco per la Pa digitale tra Inps, Inail e Istat (3I). Pubblicato anche il bando per il Polo strategico nazionale per il cloud. IL NUMERO : 750 (milioni; è la dote destinata ai contratti di sviluppo per le filiere produttive, il decreto è in via di registrazione alla Corte dei contiPer il ministero delle Infrastrutture sette obiettivi da raggiungere nel 2022, di cui due già nel 1° trimestre. Su questi si è concentrata la verifica in Cdm. Il ministro Enrico Giovannini ha evidenziato che uno dei due obiettivi immediati è già stato centrato: la riforma 4.1 della Missione 2, semplificazione normativa e rafforzamento della governance per la realizzazione delle infrastrutture idriche. Impegnativo – ma ben instradato – l’ altro obiettivo, la firma delle convenzioni con Regioni e comuni per i progetti di rigenerazione urbana (Programma per la qualità dell’ abitare).Degli altri cinque obiettivi 2022 è stato già raggiunto quello che semplifica la pianificazione strategica portuale (Dl 152/2021). Da centrare l’ aggiudicazione degli appalti per le ferrovie Napoli-Bari e Palermo-Catania, degli appalti Ertms (controllo elettronico dei treni) e delle concessioni portuali, la semplificazione di procedure autorizzative per impianti di Cold ironing. IL NUMERO : 2,8 (miliardi; è l’ investimento previsto dal Programma innovativo per la qualità dell’ abitare, o “Pinqua”: convenzioni entro marzo)Il ministro Bianchi ha già emanato a fine 2021 cinque bandi da 5,2 miliardi complessivi su mense, palestre, nuove scuole, messa in sicurezza degli istituti scolastici, asili nido, che si stanno chiudendo. A marzo toccherà alle misure anti-dispersione. Tra febbraio e marzo vedrà la luce anche la riforma degli Its (è in dirittura d’ arrivo al Senato) che porta in dote al sistema 1,5 miliardi nei prossimi cinque anni. Il 30 giugno è la deadline per il piano di rafforzamento delle competenze Stem e per la formazione digitale, attraverso appositi poli territoriali da istituire nelle scuole che risponderanno al bando, degli insegnanti (che da febbraio potranno accedere ai corsi disponibili sulla piattaforma Scuola futura). Si dovranno poi emanare gli avvisi per Scuole 4.0, con l’ obiettivo di trasformare, da qui a fine 2026, almeno 100mila classi in altrettanti ambienti di apprendimento innovativi (dalla robotica alla realtà aumentata). IL NUMERO : 5,2 (miliardi; il ministro Bianchi ha già emanato a fine 2021 cinque bandi da 5,2 miliardi complessivi su mense, palestre, nuove scuole)Due misure fanno capo al ministero del Lavoro con obiettivo primo semestre 2022: attualmente si sta completando con l’ Anci la mappatura degli insediamenti illegali da parte del Tavolo operativo per definire una nuova strategia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento in agricoltura. Il ministero del Lavoro conta di emanare il decreto di ripartizione di 200 milioni tra marzo e giugno. Quanto all’ housing temporaneo e le stazioni di posta destinate alle persone senza fissa dimora, la struttura ministeriale sta predisponendo il bando non competitivo per gli Ats che uscirà entro fine febbraio: il Pnrr assegna 450 milioni a queste misure. È prevista l’ entrata in vigore del Piano operativo per i progetti di housing first e post stations, con la definizione dei requisiti dei progetti a carico degli enti locali e il lancio dell’ invito a presentare proposte. IL NUMERO: 200 (milioni; tra marzo e giugno è atteso il decreto per la ripartizione di 200 milioni per il contrasto al caporalato in agricoltura)Tracciati con le leggi delega i binari degli interventi di riforma del processo penale e di quello civile, i prossimi mesi dovranno vedere la presentazione in Consiglio dei ministri dei relativi decreti legislativi. Identico il meccanismo previsto con la costituzione di una pluralità di gruppi di lavoro, tra i cui componenti spesso sono inseriti gli artefici delle deleghe. Allo staff della ministra Marta Cartabia spetterà poi la sintesi tra le proposte e la verifica di coerenza con le deleghe. Sul versante della crisi d’ impresa, a maggio entrerà in vigore il Codice, ma verosimilmente verrà ritoccato in punti significativi sulla base del recepimento della nuova direttiva insolvency; in arrivo, a chiusura sulla materia, anche la riforma del penale fallimentare. Non strettamente collegata al Pnrr, ma determinante per il recupero di credibilità della magistratura, la riforma di Csm e ordinamento giudiziario con i testi già depositati a Palazzo Chigi. IL NUMERO : 2,7 (miliardi; oltre alle riforme del processo civile e di quello penale il Pnrr prevede alla voce giustizia investimenti per 2,7 miliardi)Il ministero della Salute ha finora rispettato la tabella di marcia centrando il target sul piano per potenziare i posti letto in terapia intensiva e semi-intensiva. Ma ora il rischio è quello di rallentare la corsa verso i target da centrare entro giugno. In pista ci sono 7 miliardi per potenziare le cure domiciliari, avviare la Sanità sul territorio con le nuove Case e ospedali di comunità e far partire anche i progetti di telemedicina. Per far partire questa Sanità più vicina ai cittadini il ministero e le Regioni devono però prima riformare il ruolo dei medici di famiglia: ieri i governatori hanno chiesto delle modifiche alla proposta del ministro Speranza e cioè la possibilità di assumere personale anche medico nelle case di comunità dove dovranno “collaborare” anche i medici di famiglia finora gli unici a gestire il territorio. IL NUMERO : 7 (miliardi; le risorse per potenziare le cure domiciliari, le nuove Case e ospedali di comunità e i progetti di telemedicina)

FONTE: https://www.ilsole24ore.com

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