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Coca Cola difende le bottiglie in plastica

L' obiettivo di Coca Cola è ambizioso. Aumentare dal 30 al 50% la percentuale di plastica riciclata in tutti i marchi del gruppo entro due anni.
L' obiettivo di Coca Cola è ambizioso. Aumentare dal 30 al 50% la percentuale di plastica riciclata in tutti i marchi del gruppo entro due anni.

E, a termine, portare tale quota al 100%. Ma una nuova spada di Damocle pende sul capo del colosso Usa, per lo meno in Francia: una legge punta, infatti, a mettere al bando entro il 2040 tutte le plastiche a uso unico, comprese quelle riciclate. Una doccia fredda per gruppi come Danone, Nestlé e la stessa Coca Cola, che hanno investito negli ultimi dieci anni decine di milioni di euro per integrare sempre maggiori quantità di Pet riciclato (rPet) nelle loro bottiglie. Ora i giganti dell’ acqua in bottiglia e delle bibite hanno ingaggiato un braccio di ferro con il ministero della transizione ecologica, insistendo sul fatto che l’ rPet risponde a una logica di economia circolare e che una bottiglia riciclata e riciclabile non dovrebbe essere considerata alla stregua di un imballaggio a uso unico.

Ma l’ argomento non riesce a convincere il governo francese. E intanto il tempo stringe. Per non finire in trappola, le aziende stanno accelerando in parallelo sul fronte delle soluzioni alternative. Danone ha appena investito 6 milioni di euro su linee di brick nel suo stabilimento Volvic in Alvernia. Nestlé e Coca Cola sperimentano la bottiglia di vetro in vendita da Monoprix.

FONTE: www.italiaoggi.it

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