Home 5 Rassegna Stampa 5 Cingolani (Mite): il costo dei rincari dell’ energia rischia di superare l’ importo del Pnrr

Cingolani (Mite): il costo dei rincari dell’ energia rischia di superare l’ importo del Pnrr

L'Unione europea è in contatto con Stati Uniti e altri fornitori in merito all'aumento delle importazioni di gas in Europa per far fronte alle tensioni con la Russia, dice von der Leyen. Salvini chiede un nuovo decreto contro il caro-bollette
L'Unione europea è in contatto con Stati Uniti e altri fornitori in merito all'aumento delle importazioni di gas in Europa per far fronte alle tensioni con la Russia, dice von der Leyen. Salvini chiede un nuovo decreto contro il caro-bollette

Entro il 2023 il costo del caro energia potrebbe superare quello del Piano nazionale di ripresa e resilienza. A fare da Cassandra è il ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, in occasione della tappa genovese della serie di incontri su Italia Domani. “L’ aumento del costo dell’ energia come previsione rischia l’ anno prossimo di avere un costo superiore all’ intero pacchetto del Pnrr, che, come vedete, non ci mette quindi al riparo da tutto”, ha sottolineato il titolare del Mite. Già nei mesi scorsi il ministro aveva anticipato alcuni rischi connessi con la transizione verde. Parafrasando il ministro: mentre il Paese è impegnato a investire al meglio circa 40 miliardi l’ anno per il Pnrr il rischio è dover affrontare un aumento dei costi globali per il caro energia di entità paragonabile, spiegano fonti del Mite. Occorrono quindi decisioni per potenziare il mix energetico nazionale. La transizione deve essere giusta e la vera sfida è fare una transizione giusta, non fare una transizione e basta”, ha detto Cingolani sottolineando che “la transizione giusta è la vera grande sfida e su questo io mi aspetto un po’ più di comprensione da parte di tutti perche’ purtroppo non si può rendere ‘calcistico’ la sostenibilità sociale, lavorativa, industriale con la sostenibilità ambientale. Le due cose devono svilupparsi insieme e devono essere fatte per bene”. Le parole del ministro sono però state usate per rilanciare la richiesta leghista di intervenire quanto prima con un nuovo decreto per limitare gli aumenti di gas e luce, “per non mettere a rischio posti di lavoro, ripresa economica, attuazione del Pnrr e risparmi delle famiglie”, ha detto il segretario, Matteo Salvini. Al momento, nono state le pressioni delle forze politiche, il governo non sembra tuttavia intenzionato a intervenire con nuovi scostamenti di bilancio per tamponare i rincari. Se la Lega chiede almeno 5 miliardi di euro per il secondo trimestre dell’ anno, il Movimento Cinque Stelle non dà cifre precise, ma ritiene che non si possano lasciare famiglie, imprese ed esercizi commerciali senza un aiuto concreto da aprile in poi. Stesso discorso vale per i rappresentanti di Forza Italia convinti che il muro che su questo tema stanno alzando sia Palazzo Chigi che il ministero dell’ Economia non potrà reggere a lungo. Anche se ufficialmente il presidente del Consiglio esclude uno scostamento di bilancio per il caro energia, un inizio di trattativa su un decreto ulteriore sarebbe già in corso e coinvolgerebbe sia il titolare dell’ Economia, Daniele Franco, sia i ministri Giancarlo Giorgetti, dello Sviluppo economico, e lo stesso Cingolani. Intanto l’ Unione europea è in contatto con Stati Uniti e altri fornitori in merito all’ aumento delle importazioni di gas in Europa, alla luce dei timori che gravitano attorno ai flussi di gas provenienti dalla Russia. “Stiamo costruendo una partnership per la sicurezza energetica con gli Stati Uniti, che riguarda in particolare l’ aumento delle forniture di gas naturale liquefatto. Siamo in contatto con altri fornitori, come ad esempio la Norvegia, in merito all’ incremento delle importazioni all’ Europa”, ha spiegato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel corso di una conferenza stampa. Le crescenti tensioni tra Occidente e Mosca in merito all’ Ucraina hanno alimentato i timori legati ai flussi di gas in Europa, con i prezzi della materia prima già in rialzo negli ultimi mesi a causa di una serie di fattori tra cui le importazioni inferiori del previsto dalla Russia. (riproduzione riservata).

FONTE: https://www.milanofinanza.it

Potrebbe interessarti anche