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PNRR cultura: governance e messa in sicurezza, ma la creatività può attendere

Nella cornice di RO.ME - Museum Exhibition , la fiera dei musei, dei luoghi della cultura e delle imprese creative, quest' anno al Museo di Arte Classica della Sapienza di Roma , si è presentato, Angelantonio Orlando , il responsabile dell' Unità di Missione per l' attuazione del PNRR del Ministero della Cultura.
Nella cornice di RO.ME - Museum Exhibition , la fiera dei musei, dei luoghi della cultura e delle imprese creative, quest' anno al Museo di Arte Classica della Sapienza di Roma , si è presentato, Angelantonio Orlando , il responsabile dell' Unità di Missione per l' attuazione del PNRR del Ministero della Cultura.

La struttura, sotto la direzione del Segretariato Generale del MiC guidata da Salvatore Nastasi , avrà il compito di attuare, gestire e monitorare tutte le attività del PNRR Cultura, un programma di investimenti del valore complessivo di 4,28 miliardi di euro, suddiviso in nove macro interventi, di cui Arteconomy24 , si è occupato in due precedenti articoli.Come spiega Orlando: “Il MiC ha individuato per ciascuno dei nove interventi le strutture responsabili dell’ attuazione. Per il programma – 1.1 Piattaforme e strategie digitali per l’ accesso al patrimonio culturale sarà responsabile la Digital Library , per i programmi 1.2 Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi, e 1.3 Efficienza energetica in cinema, teatri e musei, sarà responsabile la Direzione Generale Musei , in coabitazione con la Direzione Generale Spettacolo dal Vivo , per quanto riguarda l’ efficientamento di cinema e teatri. Il Servizio V del Segretariato Generale gestirà i programmi 2.1 Attrattività dei borghi, 2.2, Tutela e valorizzazione dell’ architettura e del paesaggio rurale, 2.3 Valorizzazione l’ identità dei parchi e giardini storici, 2.4 La Sicurezza sismica dei luoghi di culto, il restauro del patrimonio culturale FEC e il Recovey Art , quest’ ultimo programma sarà attuato con il Ministero degli Interni per la parte del FEC e con la Soprintendenza speciale di Roma per le chiese della Capitale. La Direzione Generale per il Cinema gestirà il programma 3.2 Lo sviluppo dell’ industria cinematografica che riguarderà Cinecittà , Istituto Luce e la Fondazione Centro sperimentale di cinematografia, e la Direzione Generale Creatività Contemporanea si occuperà del programma di investimenti 3.3 Capacity building per gli operatori culturali per la transizione digitale e verde. La riforma di adozione dei criteri ambientali minimi negli avvisi e negli eventi culturali pubblici sarà in capo al Ministero della Transizione Ecologica “.Due le novità, sostanzialmente, annunciate da Orlando, la prima riguarda l’ efficientamento dei cinema e dei teatri, la seconda il grande progetto dell’ attrattività dei Borghi, del valore di 1,020 miliardi di euro, che da solo vale quasi un quarto di tutto il PNRR Cultura e sui cui il ministro Franceschini si è speso molto nelle sue ultime interviste pubbliche. “Per quanto riguarda l’ efficientamento energetico in cinema e teatri, il programma del valore di 100 milioni di euro, la Direzione Generale Spettacolo dal Vivo è in procinto di emanare un avviso pubblico per fine novembre per cogliere il risultato imposto dall’ Unione Europea di entrata in vigore del decreto del MiC per l’ assegnazione delle risorse previsto per giugno 2022 (T2-2022). Le proposte di Cinema e teatri pubblici e privati saranno valutate e selezionate da una Commissione interna al Ministero”.Prosegue Orlando con il progetto Borghi che si configura come un vero e proprio esperimento sociale per il Paese. “Nel caso dei Borghi abbiamo ragionato con le regioni, il coordinamento dei borghi e associazioni varie e abbiamo deciso di suddividere l’ intervento in due sottocomponenti. Nella prima componente si prevede un intervento pilota di un borgo per ogni regione che avrà un investimento di 20 milioni di euro. I borghi prescelti dalle regioni, in accordo con i comuni, dovranno essere soggetti al fenomeno dello spopolamento e una componente residenziale ben identificata di massimo 300 unità abitative. In questo caso non è previsto un numero di residenti preciso.Le candidature, inviate dalle regioni in accordo con i comuni, dovranno aver un piano di gestione che dimostri l’ inversione della tendenza negativa e che l’ investimento abbia un’ effettiva ricaduta, in termini di creazione di nuove imprese e di occupazione, soprattutto giovanile e nelle aree limitrofe al territorio prescelto. Il MiC ha inviato alle regioni delle linee guida per individuare i borghi e queste, entro il 15 marzo 2022 dovranno inviare la proposta di candidatura. In seguito, una commissione del ministero, composta anche dalle regioni e dal coordinamento dei borghi, esaminerà le proposte, in termini di coerenza e congruità con i temi presenti nel PNRR.La prima componente vale 420 milioni di euro ed è finalizzata a individuare 21 borghi. Gli altri 580 milioni di euro si suddividono tra borghi e imprese commerciali, artigianali, culturali capaci di valorizzare i saperi e le tecniche locali. Si selezioneranno 229 borghi con un massimo di 5 mila abitanti per un finanziamento di 1,650 milioni di euro che aumenta per ognuno del 30% se i borghi presenteranno in forma aggregata, in un massimo di tre”. Quindi è premiante fare rete. Continua Orlando dicendo che: “Il budget massimo è di 380 milioni di euro e, per ciò che riguarda le imprese, si andranno a finanziare le unità già localizzate nei borghi prescelti o che vogliano aprire una sede. Il target nazionale per giugno 2026 è di 250 borghi, mentre il target europeo per giugno 2025 è di 1300 interventi di siti culturali o turistici conclusi e 1.800 imprese sostenute. La misura comprende anche un finanziamento aggiuntivo di 20 milioni denominato il Turismo delle radici e gestito dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale”.Nella ripartizione delle risorse del PNRR si nota come la maggior parte degli investimenti siano rivolti a interventi di natura edilizia e attività collegate, quali censimento, e di sviluppo di professionalità con piani di formazione. Difatti, se si considerano le attività di rimozione delle barriere architettoniche, l’ efficientamento energetico, l’ intervento sui borghi, l’ architettura rurale, i giardini storici, il FEC e il Recovery Art, le risorse impegnate sono il 78% del totale (3,3 miliardi di euro su 4,28 miliardi di euro). Se per la digitalizzazione del patrimonio è stato destinato il 12% dei fondi, affidarti alla Digital Library, rimane invece davvero poco spazio per gli investimenti nell’ arte pubblica, nell’ acquisizione di nuove opere, nella committenza pubblica e nello sviluppo delle collezioni dei musei. Vi è anche una netta sproporzione tra le risorse gestite dal Segretariato Generale, il 64% circa del totale, e le altre direzioni del MiC. La Direzione generale Musei, ad esempio, gestirà solo il 9% delle risorse totali e nessun investimento diretto è stato previsto per lo sviluppo del Sistema museale nazionale. Addirittura alla Direzione generale creatività contemporanea è stato assegnato un esiguo 4% delle risorse Pnrr Cultura, quindi il sostegno alla creatività contemporanea, in tutte le sue articolazioni dall’ arte all’ architettura, dalla fotografia al design e alla moda, rimane solo una promessa. Dal piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale, all’ efficientamento di cinema, teatri e al progetto Borghi, il PNRR Cultura ora muove i suoi primi passi concreti, e avrà, si, spera, i primi effetti sui cittadini con la messa in sicurezza del nostro sistema culturale.

FONTE: https://www.ilsole24ore.com

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