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Barbieri (Deloitte): gli italiani vogliono auto più sostenibili, connesse e smart

Il 69% dei cittadini della Penisola vorrebbe un' auto ibrida o elettrica. Tra questi, più del 60% dice di essere interessato all' ibrido e all' elettrico per ridurre il proprio impatto ambientale
Il 69% dei cittadini della Penisola vorrebbe un' auto ibrida o elettrica. Tra questi, più del 60% dice di essere interessato all' ibrido e all' elettrico per ridurre il proprio impatto ambientale

Nel nostro Paese cresce l’ interesse per le auto più ecologiche e tecnologicamente avanzate. Il 69 per cento dei consumatori italiani preferirebbe un veicolo elettrico o ibrido rispetto a uno tradizionale: una percentuale che supera quella registrata in altri Paesi europei (Germania 51%; Francia 52%; Regno unito 53%, Spagna 65%). Sono i dati dello studio d i Deloitte ‘The Future of Mobility – Ripensare i modelli passati per guidare la mobilità del futuro’ , che sottolinea anche come la maggior parte di coloro che desideraun’ auto ibrida o elettrica è motivata dal desiderio di diminuire il proprio impatto ambientale (63%) . “Significativa, ma inferiore, la percentuale di chi è spinto a questo tipo di consumo dalle aspettative di minori costi di alimentazione (55%) e di manutenzione (31%) per il proprio veicolo”, spiega Giorgio Barbieri , automotive leader di Deloitte. Inoltre secondo lo studio la maggioranza dei consumatori italiani si dice interessata a una condivisione di dati che consenta di ridurre la congestione del traffico migliorando la viabilità stradale (63%), nonché di minimizzare i consumi e la manutenzione del veicolo (62%). La mobilità del futuro oltre a diventare più green, sarà anche più smart secondo Deloitte. “L’ adozione di tecnologie 4.0 e di connettività (es. intelligenza artificiale, connessione 5G, IoT, Realtà aumentata) saranno essenziali per centrare un duplice obiettivo. Da un lato, ottimizzare le performance dei veicoli, sfruttando ad esempio sensori avanzati di sicurezza e assistenza alla guida; dall’ altro, rendere più distintiva la propria offerta di mercato”, continua l’ esperto. La componente digitale e tecnologica, dunque, sarà sempre più importante per differenziarsi dai competitor e conquistare nuove fette di mercato. A questo proposito, la ricerca di Deloitte rileva che sei italiani su diecisarebbero disposti a pagare un sovrapprezzo per usufruire di servizi di infotainment , ma anche per avere sistemi digitali per prenotare e pagare un parcheggio (56%), ottenere aggiornamenti software (54%) o beneficiare di offerte promozionali per servizi e prodotti connessi all’ itinerario percorso (44%). “Un sovrapprezzo che – precisa Barbieri – nel caso degli intervistati italiani si aggirerebbe su un valore massimo di 400 euro”. Giorgio Barbieri, automotive leader di Deloitte La ‘servitization’ dell’ auto Da bene di consumo, l’ utilizzo dell’ auto sta diventando anche un servizio personalizzato e flessibile . “Si sente parlare sempre più spesso di ‘Servitization’ , ovvero quel macro-trend con cui assistiamo allo spostamento del focus dalla tradizionale vendita di auto all’ offerta di un ecosistema di servizi altamente flessibili e personalizzati “, continua Barbieri. Ad esempio, dallo studio di Deloitte emerge che un italiano su due si dichiara intenzionato ad utilizzare app multimodali capaci di offrire diverse soluzioni di mobilità (es. car-sharing, bike-sharing, scooter-sharing, ecc.) per lo stesso viaggio. “Si tratta di un cambiamento importante nelle abitudini di mobilità degli utenti, come dimostra il fatto che soltanto una quota minoritaria (28%) degli italiani da noi intervistati afferma di non ricorrere mai a forme di trasporto multimodale nel corso dello stesso itinerario”, spiega l’ esperto. In definitiva, l’ evoluzione della mobilità non comporta solo un miglioramento incrementale delle auto in chiave ecologica: i veicoli saranno sempre più dotati di livelli crescenti di automazione, connettività e capacità di offrire servizi personalizzati e a valore aggiunto per gli utenti. Al contempo, secondo Barbieri, ci sarà un ripensamento strategico delle logiche competitive e dei modelli di business da parte degli operatori del settore, sotto la pressione innovatrice dei nuovi entranti sul mercato (es. start-up e altri soggetti provenienti dal mondo Tech ed Energy) e dell’ affermarsi di soluzioni di mobilità alternative, a loro volta alimentate dai cambiamenti nelle abitudini e nelle preferenze dei consumatori. “La rilevanza di questi cambiamenti dirompenti rispetto alle logiche tradizionali riguarda inevitabilmente tutti gli operatori della filiera automobilistica, seppure con intensità e modalità differenti a seconda dello specifico ambito di riferimento. Uno scenario pieno di sfide e implicazioni strategiche che avrà un impatto su tutte le categorie del settore: dalle case automobilistiche, ai fornitori di componentistica, fino ai concessionari” Logo Conad in collaborazione con Il rapporto sui consumi Un’ iniziativa di Affari & Finanza in collaborazione con Conad e Nielsen Le rubriche I numeri Settimana | Mese.

FONTE: https://www.repubblica.it

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