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Acronis, la cyber protection la nuova frontiera anti hacker

Il cybercrime ha trovato un terreno fertile per rafforzarsi secondo una logica di taylorizzazione del lavoro, specializzandosi, in modo coalizzato, contro le proprie vittime
Il cybercrime ha trovato un terreno fertile per rafforzarsi secondo una logica di taylorizzazione del lavoro, specializzandosi, in modo coalizzato, contro le proprie vittime

Negli ultimi anni, il cybercrime ha trovato un terreno fertile per rafforzarsi secondo una logica di taylorizzazione del lavoro, specializzandosi, in modo coalizzato, contro le proprie vittime. Oggi, infatti, raramente un attacco viene condotto da un’ unica entit criminale, ma prevede di trovare servizi complementari alle proprie aree di expertise e fornitori criminali nel darkweb. Crede in una strategia che garantisca la sicurezza informatica, Denis Cassinerio, Acronis Regional Sales Director per l’ Europa meridionale. La minaccia cyber, del resto, riguarda anche l’ Italia ed proprio per contrastarla che il gruppo Acronis, fondato a Singapore nel 2003 e specializzato in Cyber protection integrata, ha appena inaugurato, a Roma, il suo primo Acronis Cloud Data Center. Dobbiamo renderci conto – afferma Cassinerio – che le minacce cyber non sono un’ eventualit, ma una realt in cui viviamo immersi. Negli ultimi anni, infatti, sono diventate parte fondamentale del “New Norm”: per questa ragione, adesso, oltre che respirare, alimentarci, e assolvere ad altri bisogni fondamentali, dobbiamo sapere come vivere all’ interno di un panorama di rischio cyber costante. Le aziende nel mirino Un pericolo diffuso che riguarda da molto vicino le aziende, tra le vittime preferite dei cybercriminali: La pandemia e la conseguente dispersione degli asset IT – osserva Cassinerio – ha amplificato la difficolt di reagire alle crescenti vulnerabilit dei sistemi. Inoltre, la crescente digitalizzazione ha spiazzato l’ organizzazione dei principi di difesa. In sostanza, si creata un’ asimmetria tra attaccanti e difensori, dando un vantaggio notevole ai primi, mentre i secondi si sono organizzati per aumentare l’ intelligence e i processi di rilevamento delle minacce: si sta perdendo molto tempo per comprendere da dove arriva l’ attacco e quale sia la sua natura, piuttosto che adottare una nuova strategia di difesa automatizzata per la protezione dei dati e delle identit digitali. In pratica, quello che manca ancora per difendersi sul serio, un piano di difesa integrato: possibile, invece, con i data center. Per affrontare il nuovo scenario con un migliore stato di resilienza – spiega Cassinerio – Acronis ha realizzato una strategia di unione delle componenti di Data Protection e Cyber Security, fornendo di fatto un processo di protezione del dato, analisi del rischio, rilevamento delle minacce e continuit operativa, ma anche estendendo il concetto di Disaster Recovery a qualsiasi realt, con un unico approccio di piattaforma. Del resto, la strategia migliore da adottare quella di rendere antieconomico un attacco per i criminali, allontanando la possibilit di essere vittime di una minaccia cyber. Ma anche, nel caso si fosse coinvolti in un attacco, di poter rispondere efficacemente continuando ad operare. Una necessit di sicurezza trainata anche dall’ emergenza sanitaria: Durante i due anni di pandemia – racconta Cassinerio – Acronis ha accelerato la sua trasformazione, diventando il punto di riferimento a livello mondiale per la Cyber Protection, consolidando ed attraendo ulteriori investimenti. In questo senso, stato decisivo organizzarsi in un momento di “crisi” della sicurezza digitale, cogliendo subito l’ opportunit di cambiare velocemente per essere pronti al post pandemia e posizionandoci come organizzazione di riferimento per tutti i nostri partner e i nostri stakeholder. In pi, allo stesso tempo, non abbiamo rallentato il nostro impegno nel sociale, rafforzando la nostra Cyber Foundation per portare la nostra preparazione al servizio della societ. Anche perch, con i modelli di trasformazione del mercato digitale (includendo l’ Iot, le crescenti capacit computazionali dei datacenter e la profilazione degli endpoint) in futuro avremo di fronte un mercato incredibilmente veloce e soggetto a qualsiasi tipo di attacco da parte dei cybercriminali. La crescita e i piani di sviluppo Una trasformazione del mercato velocissima in cui non mancano le opportunit di crescita: Per Acronis – dice Cassinerio – il 2021 stato l’ anno pi significativo della sua storia. Non solo abbiamo investito oltre 250milioni di dollari , ma abbiamo raggiunto anche 20mila service providers ed oltre 750mila clienti a livello mondiale. Inoltre, le prospettive di crescita per il 2022 sono gi evidenti: gli investimenti da parte dei nostri partners hanno gi consentito di aumentare anche il perimetro del capitale umano dell’ azienda con oltre 2000 dipendenti, aggiungendo circa 600 persone in poco meno di due anni. Attualmente, del resto, siamo un’ organizzazione in fase di hypergrowth, con un approccio di natura “disruptive” per il mercato della Cyber Security e Data Protection. Prioritari, in questo senso, anche gli investimenti in ricerca e sviluppo: Potendo contare su investitori rilevanti come CVC e Goldman Sachs – prosegue Cassinerio – continueremo ad investire per essere sempre pi competitivi. Ad esempio, nel 2018. abbiamo investito in un nuovo centro di ricerca e sviluppo a Sofia, riguardante la Cyber Protection, l’ Intelligenza artificiale e la Block Chain. Oppure, nel 2021, abbiamo aperto un nuovo centro in Israele, espandendo la rete di CPOC (Cyber Protection Operation Center) con un piano di ulteriori investimenti per 80 milioni di dollari nel Paese nel corso dei prossimi cinque anni. Ma i cambiamenti strategici in atto non sono finiti: Adesso – conclude Cassinerio – l’ azienda particolarmente focalizzata ad espandersi nel mondo della Cyber Protection per diventarne il punto di riferimento a livello globale. In pi, la strategia aziendale va nella direzione di una crescita nel mondo enterprise: abbiamo gi iniziato il percorso organizzativo per sostenere questa evoluzione. Non vogliamo mancare, infine, di cogliere i cambiamenti repentini del mondo dell’ evoluzione digitale, potendo contare anche su una divisione di ricerca estremamente preparata e fortemente connessa con il mondo accademico, a livello internazionale.

FONTE: https://www.corriere.it

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